03/12/2007
riflessioni sulla formazione
Quando mi sono iscritta all’università l’idea di ciò che è la formazione era molto vaga.. si a scuola venivo “formata”, ma non avevo idea del largo e ampio significato che poteva avere il concetto FORMAZIONE.
Con il passare del tempo ovviamente la mia opinione è cambiata..mi son resa conto che il concetto di formazione non è semplice, a volte può dire molto, altre meno; il lavoro del formatore è complesso perchè si basa sul trasmettere delle nozioni, ma allo stesso tempo non è un vero e proprio insegnante.
La società oggi investe molto nella formazione, ma quello che mi chiedo io è se questo è abbastanza..
Quando al tg vedo certe scene, ad esempio di bullismo, mi chiedo cosa possono aver sbagliato le persone che stanno attorno a questi ragazzi, quale errore così grande possono aver commesso gli adulti per portare i ragazzi a certe azioni..hanno sbagliato nel formarli?! Hanno trasmesso qualcosa di sbagliato per portarli a certi “livelli”?
Mi chiedo allora se c'è bisogno di una maggiore formazione, o se abbiamo bisogno di una formazione diversa che magari non miri solo a far apprendere dei saperi ma che regoli maggiormente i comportamenti delle persone.. una formazione più “sociale”...ma ci sono veramente comportamenti giusti o sbagliati!? Allora su cosa deve basarsi la formazione per provare a regolare la società..sempre se le è possibile farlo..
19:05
Scritto da: francesca.v
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02/12/2007
il formatore in aula
Il Formatore per arrivare ad un lavoro efficace deve prima riflettere sui metodi da utilizzare in modo da trasmettere al meglio il suo messaggio.Egli deve innanzitutto pianificare il suo percorso formativo analizzando i fabbisogni in modo da poter poi valutati se questi sono stati colmati con l'intervento formativo. Al centro è necessario mettere al centro quelli che saranno gli individui soggetti della formazione. E' per questo che il formatore deve prepararsi a come condurre l'aula perchè quello sarà un momento essenziale di incontro tra formatore e “alunni”.
Gli elementi da analizzare fin da principio sono le persone che avrà di fronte e che saranno soggetti alla formazione, la struttura in cui svolgerà il suo lavoro, gli strumenti che avrà a disposizione e come rapportarsi con le persone che avrà di fronte.
Una cosa fondamentale è come si presenta il formatore, egli dev’essere chiaro e naturale e soprattutto disponibile pronto a chiarire qualsiasi dubbio. Egli infatti lavora per e con le persone che ha davanti, deve quindi essere preparato ad affrontare soggetti diversi e imprevedibili.
Per riuscire a controllare il gruppo di persone che ha davanti deve riuscire a cogliere l’attenzione di chi ha davanti ad esempio con un fatto di cronaca che può far riflettere e discutere. La passività infatti è uno dei nemici più forti bisogna dunque avere inventiva.
E' bene che il formatore trasmetta sempre entusiasmo in modo da motivare le persone che ha davanti; sentirsi protagonisti insiame agli altri significa dare un buon segnale di coinvolgimento.
Deve rendere chiari fin dall'inizio quelli che saranno gli obiettivi e le modalità del corso motivando così le persone che ha di fronte.
Egli deve avere un linguaggio semplice e rigoroso, deve avere una buona padronanza della parola e dei concetti dimostrandosi così professionale e allo stesso tempo disponibile a chiarire i concetti non chiari.
Gestire l'aula non è semplice perchè ci si può preparare, ma solo in parte perchè finchè non si hanno davanti le persone non si riuscirà mai a capire come queste sono; possono essere favorevoli alla formazione e quindi disponibili ad ascoltare oppure del tutto contrari e non motivati.
13:40
Scritto da: francesca.v
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il formatore in azienda
Il ruolo principale del formatore all’interno di un’azienda riguarda la selezione del personale.
La selezione avviene dopo la fase di reclutamento in cui l’azienda ha fatto sapere all’esterno che è alla ricerca di personale.
Gli strumenti di selezione possono essere molteplici: il primo è il colloquio di selezione il quale è uno strumento di comunicazione a due vie in cui i soggetti si scambiano determinate informazioni attraverso una serie di mezzi.
Un altro strumento è l’intervista la quale può essere ad uno ad uno, “a panel” ovvero un candidato davanti a più persone dell’azienda, in serie o di gruppo.
Vengono utilizzati dei test, il test deve valutare con precisione ciò che si vuole conoscere e questo è uno dei compiti principali del formatore. Non è una cosa per niente semplice! La bontà di un test di selezione si valuta in base alla sua validità ovvero se misura veramente la caratteristica presa in considerazione, attendibilità e fedeltà, un test deve dare una misurazione stabile nel tempo. Un altro criterio è quello della sensibilità perché un test deve far emergere le varie differenze tra i candidati.
Il formatore deve avere delle buone competenze e conoscere al meglio quelle che sono le caratteristiche degli strumenti che ha a disposizione.
Dopo la selezione, l’azienda fa un investimento in quella che è la formazione di coloro che hanno superato la selezione. Questo investimento può essere rischioso in quanto la formazione può diventare “vecchia” prima che ne vengano recuperati i costi, per questo il formatore deve tenersi in costante aggiornamento.
In questa fase di formazione il formatore deve per prima cosa analizzare quelli che sono i fabbisogni e in base a questi determinare gli obiettivi e pianificare l’intero percorso formativo. Si passa poi alla somministrazione del programma di formazione ed infine al monitoraggio e alla valutazione.
Quando si pensa ad un’azienda la figura del formatore non sempre appare tra quelle più importanti, ma ritengo che egli sia fondamentale anche se fa parte del “backstage”. Selezionare il personale ha le sue responsabilità, si può rischiare di assumere la persona sbagliate o non assumere quella giusta..
13:35
Scritto da: francesca.v
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